Dibattiti della Società Psicoanalitica di Vienna

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Dibattiti della Società Psicoanalitica di Vienna

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Per chi si interessa di psicoanalisi è di estrema utilità leggere i volumi che raccolgono nella loro interezza i verbali della Società Psicoanalitica di Vienna dal 1906 al 1915. Essi permettono di seguire il “gruppo del mercoledì sera” gruppo eterogeneo composto da intellettuali di varie discipline (medici, educatori, scrittori e altri) che si riuniva settimanalmente in casa di Freud, nel suo sviluppo in una società di psicoanalisti.

È noto a tutti che fin dall'inizio le nuove idee di Sigmund Freud non trovavano un'accoglienza amichevole nella classe medica; egli fu aspramente criticato, odiato e messo al bando dei suoi colleghi. Anche taluni dei suoi vecchi amici lo abbandonarono. Così egli divenne un uomo molto solo. La solitudine nella quale era venuto a trovarsi - come tutti coloro che sono in anticipo sul loro tempo - lo deprimeva.

Freud uscì dal suo isolamento quando Alfred Adler, Max Kahane, Rudolf Reitler e Wilhelm Stekel iniziarono a riunirsi con il maestro, ogni mercoledì sera, per discutere problemi di psicoanalisi.
Ciò avvenne su sollecitazione di Wilhelm Stekel, il quale era stato curato con buon esito da Freud. Freud accettò così di tenere riunioni settimanali con questo gruppo.

Le sedute iniziarono nel 1902 come serate psicologiche del mercoledì” nell abitazione di Freud a Vienna, al numero 19 della Berggasse; in seguito furono note come riunioni del mercoledì sera”.

Quando questo circolo informale si trasformò nel 1908 in Società psicoanalitica di Vienna, si mantenne quasi come tradizione il mercoledì, e i membri si riunirono regolarmente ogni mercoledì sera.

Nel 1910, allargandosi il numero dei partecipanti, le riunioni vennero trasferite dall'appartamento privato di Freud al Doktoren Kollegium.

Non esistono verbali delle riunioni del mercoledì per il periodo dal 1902 al 1906. I verbali iniziano con l'anno 1906 e continuano fino all'anno 1915. Dal 1906 al 1915 Otto Frank fu il segretario ufficiale, stipendiato, della Società con il compito di prendere appunti durante le riunioni. I verbali di questo periodo di tempo comprendono annotazioni delle parti scientifiche delle sedute, elenchi delle persone presenti di volta in volta, e altre comunicazioni generali.

Nelle discussioni i partecipanti erano di stimolo non solo l'uno per l'altro, ma anche per Freud stesso; quello che si svolgeva era un processo di dare e avere. Naturalmente Freud dava più degli altri, e più di quanto essi potessero recepire. Vi era ovviamente un enorme divario tra ciò che essi sapevano di psicoanalisi e la conoscenza che ne aveva Freud. Quando ancora erano dei semplici principianti, egli aveva già posto le fondamenta del suo edificio teorico.

Le discussioni alla società svelano forse più chiaramente dei suoi libri e dei suoi articoli come lavorasse la mente di Freud.

I verbali permettono inoltre di osservare le varie trasformazioni subite dalla Società. Dallo sconosciuto gruppo iniziale si svilupparono la ben nota Società di Vienna e l'Associazione psicoanalitica internazionale. Nel corso di tale sviluppo alcuni soci si dimisero, ma in maggior parte restarono fedeli alla società finché non fu sciolta nel 1938, quando Hitler occupò l’Austria.


Fonte: Dibattiti della Società Psicoanalitica di Vienna 1906-908, Boringhieri, Torino, 1973


D.ssa Maria Rita Milesi - Psicologa e Psicoterapeuta Bergamo
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